Argomento:

E' TUTTO COME PRIMA! ANCHE IL GOVERNO PRODI COME IL GOVERNO BERLUSCONI, RIFIUTA OGNI CONFRONTO CON LA CUB!

Da Martedì 4 Luglio sciopero della fame al Ministero dell’Economia

Roma -

"Di cambiamenti non ne abbiamo proprio visti, neppure nelle modalità", commenta Paola Palmieri del Coordinamento Nazionale CUB, "l’inizio del Governo Prodi non ci piace affatto".

"Domani 29 Giugno, Prodi ha convocato alle ore 10.30 a Palazzo Chigi,tutte le parti sociali per un confronto su Manovra e DPEF.

"Ma attenzione tutte le parti sociali significa concretamente tutti i firmatari del " famigerato " accordo del 1993 sulla Politica dei redditi., viene esclusa la CUB che non solo non sottoscrisse quel vergognoso patto che ha portato effetti tremendi sulla pelle dei lavoratori, ma che non ha mai avuto intenzione di sottoscriverlo-" continua Paola Palmieri

"Conclusione: la CUB è fuori perché non è disponibile alla concertazione, quindi è incompatibile!

"In questo quadro" conclude Palmieri, " la CUB rilancia l’iniziativa di lotta e la mobilitazione da Martedì 4 Luglio inizierà uno sciopero della fame al Ministero dell’Economia, contro lo smantellamento della Pubblica Amministrazione e dello Stato Sociale , per una nuova scala mobile e l’immediato rinnovo dei contratti, per il rilancio della previdenza pubblica contro lo scippo del TFR, per la stabilizzazione di tutti i precari del Pubblico Impiego."


 Testo del volantino RdB CUB P.I. che puoi scaricare in allegato:

Non potete fare a meno dei lavoratori pubblici
licenziando l’esperienza e la professionalità!

Dopo un governo liberista che per ricostruire le ricchezze di pochi, ha ridotto i lavoratori a non poter arrivare alla quarta settimana del mese, oggi il centro-sinistra, Cgil, Cisl e Uil ripropongono attraverso una nuova stagione di concertazione, una politica di compressione dei salari, tagli al personale della Pubblica Amministrazione, precarizzazione del lavoro, smantellamento dello Stato Sociale.

ANCORA UNA VOLTA SI VUOL FAR PAGARE
IL CONTO AI LAVORATORI
NON POSSIAMO PERMETTERE CHE UN ALTRO GOVERNO CI CHIEDA ULTERIORI SACRIFICI PER RECUPERARE I SOLDI CHE ALTRI HANNO PRESO, IN NOME DELL’EMERGENZA DEI CONTI PUBBLICI

Prendere i soldi per i buchi infiniti che si passano da un governo all’altro, dai lavoratori e dai cittadini con tagli al servizio sanitario, agli enti locali, alla previdenza alla scuola, vale a dire alle nostre conquiste sociali diventate ingombranti.
Alle condizioni di lavoro nella P.A. che sono invivibili, si risponde con una possibile "moratoria" dei contratti, con il blocco delle assunzioni e la riduzione di personale, con il licenziamento dei precari, con la precarizzazione degli strutturati.
La difesa dello stato sociale passa attraverso la difesa dei diritti, della dignità e del salario dei pubblici dipendenti perché non c’è stato sociale senza pubblica amministrazione che non deve essere leggera o pesante, ma presente nella società.
Le relazioni sindacali con il Governo hanno più le sembianze di pranzi di gala, dove la nuova concertazione è lo strumento per imporre nuovi sacrifici a lavoratori e pensionati.

I lavoratori non sono disponibili ad una nuova stagione di concertazione!

Nella settimana decisiva per l’approvazione del DPEF e della manovra economica la RdB-CUB ha indetto uno sciopero della fame a partire dal 4 luglio al Ministero dell’Economia e ha proclamato lo stato d’agitazione dei lavoratori pubblici.
Inoltre per il 7 luglio, possibile giornata di approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dei due provvedimenti, si terranno assemblee ed iniziative di lotta in tutti i posti.


28 giugno 2006 - Ansa

DPEF: CUB ESLCUSA DA TAVOLO P.CHIGI, PROCLAMA SCIOPERO FAME

ROMA - La Cub protesta per la sua esclusione dal tavolo con le parti sociali a Palazzo Chigi e annuncia lo sciopero della fame al ministero dell'economia ''contro lo smantellamento della pubblica amministrazione e dello stato sociale, per una nuova scala mobile e l'immediato rinnovo dei contratti, per il rilancio della previdenza pubblica contro lo scippo del tfr, per la stabilizzazione di tutti i precari del pubblico impiego''. ''Anche il governo Prodi come il governo Berlusconi rifiuta ogni confronto con la Cub'' scrive in una nota l'organizzazione ricordando che domani ''Prodi ha convocato a Palazzo Chigi tutte le parti sociali per un confronto su manovra e Dpef. Ma attenzione - continua la Cub - tutte le parti sociali significa concretamente tutti i firmatari del famigerato accordo del 1993 sulla politica dei redditi'' E, dunque, ''viene esclusa la Cub che non solo non sottoscrisse quel vergognoso patto che ha portato effetti tremendi sulla pelle dei lavoratori, ma che non ha mai avuto intenzione di sottoscriverlo'' commenta Paola Palmieri del Coordinamento Nazionale CUB. ''La Cub e' fuori perche' non e' disponibile alla concertazione, quindi e' incompatibile! In questo quadro - conclude Palmieri - rilanciamo l'iniziativa di lotta e la mobilitazione e da martedi' 4 luglio iniziera' uno sciopero della fame al ministero dell' Economia''.

Dpef: Cub proclama sciopero fame
Organizzazione esclusa da tavolo a Palazzo Chigi

ROMA - La Cub protesta per la sua esclusione dal tavolo con le parti sociali a Palazzo Chigi e annuncia lo sciopero della fame. L'iniziativa avverra' 'contro lo smantellamento della pubblica amministrazione e dello stato sociale, per una nuova scala mobile e l'immediato rinnovo dei contratti, per il rilancio della previdenza pubblica contro lo scippo del tfr, per la stabilizzazione di tutti i precari del pubblico impiego'.


28 giugno 2006 - Adnkronos

CONCERTAZIONE: CUB PRONTA SCIOPERO FAME CONTRO ESCLUSIONE INCONTRO
ANCHE GOVERNO PRODI RIFIUTA DI INCONTRARCI

Roma - La Cub e' pronta allo sciopero della fame per protestare contro l'esclusione dall'incontro di domani a Palazzo Chigi con le parti sociali per l'avvio della concertazione con il governo sulla politica economica. ''Da Martedi' 4 Luglio iniziera' lo sciopero della fame al Ministero dell'Economia'', annuncia il sindacato che denuncia come ''l'inizio del Governo Prodi non ci piace affatto''. Per la Cub a decidere l'esclusione dal tavolo di confronto il fatto che il sindacato ''non solo non sottoscrisse il vergognoso patto del '93 che ha portato effetti tremendi sulla pelle dei lavoratori, ma che non ha mai avuto intenzione di sottoscriverlo''. In questo quadro, conclude la nota, '' la CUB rilancia l'iniziativa di lotta e la mobilitazione e dl 4 Luglio iniziera' uno sciopero della fame al Ministero dell'Economia, contro lo smantellamento della Pubblica Amministrazione e dello Stato Sociale , per una nuova scala mobile e l'immediato rinnovo dei contratti, per il rilancio della previdenza pubblica contro lo scippo del TFR, per la stabilizzazione di tutti i precari del Pubblico Impiego''.


29 giugno 2006 - La Padania

Oggi l’incontro con le parti sociali, ma al tavolo non sono stati convocati tutti i sindacati
Prodi apre solo alla Triplice

Roma - Oggi il Governo incontrerà le parti sociali. Era ora, vien da dire a tre mesi dalle elezioni, ma l’entusiasmo si placa quando ci si rende conto che per Prodi la discussione con le parti sociali si esaurisce con la Triplice. Attorno al tavolo si siederannno ancora una volta solo loro, Cgil, Cisl e Uil per dare inizio a una nuova, vista e rivista fase di concertazione. E i sindacati autonomi restano a casa. A partire dal Sin.Pa., il Sindacato Padano, che non ha ricevuto alcuna convocazione. «Se si comincia così, appare chiaro quale sia la voglia del Governo di ascoltare le parti sociali - ha commentato Rosi Mauro, Segretario Generale del Sin.Pa. -Peccato che a farne le spese saranno alla fine i soliti lavoratori e pensionati del Nord».
E se Rosi Mauro e il Sindacato Padano sono già sul piede di guerra, al tavolo Prodi non avrà vita facile. La Uil, per esempio, si è infatti detta pronta a rispondere alla nuova concertazione che il governo si appresta a varare con le parti sociali ma annuncia che non sarà certo un confronto a tarallucci e vino. «Non ci siamo arrugginiti. Siamo sempre il sindacato in grado di pensare e trovare soluzioni positive. Sono anni che non riusciamo a farla (la concertazione ndr) e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti e non mi è sembrata una idea vincente. Vogliamo riprenderla perchè pensiamo che le nostre idee siano buone. Ma che non sia solo un ascolto amichevole ma un confronto in cui si valorizzino le idee migliori», ha detto Angeletti ieri chiudendo il Quattordicesimo congresso della Uil. E rivolto a Cgil e Cisl ha ammonito: «Oggi più che mai c’è la necessità di cominciare a ridurre quella immagine che noi spesso proiettiamo, di essere un sindacato che si mette d’accordo solo quando deve respingere qualcosa. E questo è un limite. Non funziona così. Non possiamo dire solo no alla politica dei due tempi ma dobbiamo declinare subito la politica di un tempo solo che combini la tenuta dei conti pubblici con lo sviluppo». E ancora: «Non esiste un’unità a priori. Noi siamo lo strumento e non il fine delle politiche che sollecitiamo», ha sottolineato respingendo anche, dif atto, la visione del Governo tale per cui i conti pubblici verserebbero in una condizione disastrosa. «La strada non è così in salita come è stata rappresentata - ha detto Angeletti ostentando un certo ottimismo -. Penso che ci siano stati errori nella comunicazione perchè ci sono persone che dipingono la strada in salita perchè temono di perdere qualche privilegio e cercano di scaricare sugli altri i sacrifici. Poi, ci sono altre persone che semplicemente sbagliano nel dare un messaggio di cui il Paese non ha bisogno». Il Paese, infatti, per Angeletti, è, come ha denunciato la Corte dei Conti decisamente più povero e bisognoso di una politica economica che riequilibri la situazione sociale. «Il Paese ha bisogno -aggiunge- di sapere che si può riprendere a correre, a camminare e a crescere. E che non è più l’epoca di fare i sacrifici». L’economia, in una parola, per Angeletti, deve rimettersi in moto per «rimettere a posto anche il debito pubblico». Ora, comunque, «il governo deve governare. Ha il dovere di farlo, non è un’opzione», prosegue Angeletti che mette in guardia il governo da un’unica operazione: «Quella di operare dei tagli».
E se la Uil non ha intenzione di cedere a ricatti anche Guglielmo Epifani, riconfermato alla guida della Cgil lancia un monito al Governo affinchè inizi a lavorare. «Vinto il referendum e passato il ciclo delle elezioni, il governo non ha più alibi: deve far ripartire le riforme. Deve fare di più e smetterla di generare inutile allarmismo», ha detto il Segretario della Cgil.
Ma mentre "le grandi" oggi discuteranno davanti al Premier gli altri piccoli sindacati autonomi resteranno alla porta a guardare il da farsi. E tra un malcontento e l’altro c’è anche chi annuncia uno sciopero della fame. «Da Martedì 4 Luglio inizierà lo sciopero della fame al Ministero dell’Economia - ha reso noto il Cub (Confederazione Unitaria di Base) denunciando «l’inizio del Governo Prodi non ci piace affatto». Per la Cub a decidere l’esclusione dal tavolo di confronto il fatto che il sindacato «non solo non sottoscrisse il vergognoso patto del ’93 che ha portato effetti tremendi sulla pelle dei lavoratori, ma che non ha mai avuto intenzione di sottoscriverlo». In questo quadro «la Cub rilancia l’iniziativa di lotta e la mobilitazione e dl 4 Luglio inizierà uno sciopero della fame al Ministero dell’Economia, contro lo smantellamento della Pubblica Amministrazione e dello Stato Sociale , per una nuova scala mobile e l’immediato rinnovo dei contratti, per il rilancio della previdenza pubblica contro lo scippo del Tfr, per la er la stabilizzazione di tutti i precari del Pubblico Impiego».


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