Argomento:

CONCERTAZIONE E SACRIFICI: STESSA MUSICA DEL ‘92

Roma -

 "Ha ragione Padoa Schioppa - dichiara Pierpaolo Leonardi Coordinatore Nazionale CUB - accordo e concertazione sono come una musica... Sempre la stessa! Anche se c’è ancora tanta nebbia, non certo sulle intenzioni, ma su come saranno ripartiti i tagli, l’unica cosa chiara è che a pagare sarà il mondo del lavoro"."Si ripropone un metodo (la concertazione) e un merito (45 miliardi di Euro, pari ai 90 mila miliardi di vecchie Lire) che già nel ’92 si dimostrarono nefasti. Ma nel panorama economico di oggi - prosegue Leonardi - con retribuzioni e pensioni al limite della sopravvivenza, il piano dei sacrifici sarebbe un colpo mortale al lavoro dipendente"."Il 18 luglio a Firenze si riunirà il Consiglio Nazionale della CUB e deciderà forme e modi della risposta, ma è già certo fin d’ora che a un attacco generale si dovrà rispondere con uno sciopero generale", conclude Leonardi.


 29 giugno 2006 - Agi

CONTI PUBBLICI: RDB CUB, SCIOPERO GENERALE; E' 'SOLITA MUSICA'

 Roma - "Ha ragione Padoa Schioppa accordo e concertazione sono come una musica...sempre la stessa", "su come saranno ripartiti i tagli, l'unica cosa chiara e' che a pagare sara' il mondo del lavoro". Lo ha dichiarato Pierpaolo Leonardi Coordinatore Nazionale CUB. "Si ripropone un metodo (la concertazione) e un merito (45 miliardi di Euro, pari ai 90 mila miliardi di vecchie Lire) che gia' nel '92 si dimostrarono nefasti. Ma nel panorama economico di oggi - prosegue Leonardi - con retribuzioni e pensioni al limite della sopravvivenza, il piano dei sacrifici sarebbe un colpo mortale al lavoro dipendente". "Il 18 luglio a Firenze si riunira' il Consiglio Nazionale della CUB e decidera' forme e modi della risposta, ma e' gia' certo fin d'ora che a un attacco generale si dovra' rispondere con uno sciopero generale", conclude Leonardi.


29 giugno 2006 - Ansa

CONTI PUBBLICI: RDB-CUB, STESSA MUSICA DEL '92
NO A SACRIFICI, AD ATTACCO GENERALE RISPONDEREMO CON SCIOPERO

ROMA - ''Ha ragione Padoa Schioppa, accordo e concertazione sono come una musica... sempre la stessa. Anche se c'e' ancora tanta nebbia, non certo sulle intenzioni, ma su come saranno ripartiti i tagli, l'unica cosa chiara e' che a pagare sara' il mondo del lavoro''. E' quanto afferma Pierpaolo Leonardi, coordinatore Nazionale Cub, spiegando che ''si ripropone un metodo, la concertazione, e un merito, 45 miliardi di euro, che gia' nel '92 si dimostrarono nefasti''. ''Ma nel panorama economico di oggi - prosegue Leonardi - con retribuzioni e pensioni al limite della sopravvivenza, il piano dei sacrifici sarebbe un colpo mortale al lavoro dipendente. Il 18 luglio a Firenze si riunira' il Consiglio Nazionale della Cub - annuncia - e decidera' forme e modi della risposta, ma e' gia' certo fin d'ora che a un attacco generale si dovra' rispondere con uno sciopero generale''.


 29 giugno 2006 - Apcom

CONTI PUBBLICI/ SINDACATI: OK CONCERTAZIONE MA TEST E' FINANZIARIA
E Confindustria: tagli spesa strada maestra risanamento

Roma - Il "linguaggio musicale" della concertazione parlato oggi a Palazzo Chigi e' piaciuto a tutti, a sindacati, industriali e Governo. Lo stato di salute dei conti pubblici e' preoccupante. Tutti ne sono consapevoli. Le parti sociali hanno condiviso cosi' la necessità che bisogna sedersi attorno a un tavolo e confrontarsi punto su punto con il Governo per risanare i conti e rilanciare lo sviluppo. Anche perche' l'entita' della manovra complessiva e' consistente: oltre 40 miliardi. E, anche se non nella manovra bis, in Finanziaria arriveranno i tagli al welfare. Pur potendo annoverare tra i propri successi la riaffermazione del metodo della concertazione, accantonato negli ultimi cinque anni dal centrodestra, i rappresentanti dei lavoratori e delle imprese vogliono quindi capire bene dove si andrà a parare. E chi dovrà fare più sacrifici per aiutare il Paese a uscire dalla crisi e rimetterlo nella giusta carreggiata. La "luna di miele" tra sindacati e governo Prodi puo' continuare senza tensioni, ma il vero banco di prova per l'esecutivo sarà la Finanziaria 2007. Sarà quello il momento in cui Palazzo Chigi delinerà con chiarezza la direzione di marcia e le misure. Il giudizio, fino ad allora, non può che essere prudente, sospeso. Nel frattempo, tuttavia, le parti cercheranno di tirare l'acqua ognuna al proprio mulino. Questo perché restano immutate le distanze tra Cgil, Cisl e Uil e le parti datoriali, l'associazione di viale dell'Astronomia in primis, su molte questioni: tagli alla spesa, cuneo fiscale, pensioni. Alla fine, quando il Governo assumerà le decisioni, qualcuno sarà inevitabilmente più scontento di altri. La partita vera, dunque, si giocherà nelle prossime settimane, ai vari tavoli che precederanno la presentazione della Finanziaria. I sindacati sono già ai nastri di partenza. Tant'è che a giorni si riuniranno le segreterie delle tre sigle confederali per definire una posizione comune su manovra bis e Dpef. E, in particolare, sugli interventi annunciati dall'esecutivo in Finanziaria che riguarderanno i 4 grandi comparti della spesa pubblica: sanità, pubblico impiego, enti locali e previdenza. "Siamo ancora in luna di miele - ha detto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani - aspettiamo per un quadro più preciso. Quello presentato da Padoa-Schioppa è difficilmente discutibile. Le cifre di cui si parla sono di grande entità, i soldi da ricercare e finanziare sono molto rilevanti". Per Epifani sarebbe però "inutile e dannoso" pensare di risanare i conti con "tagli indiscriminati". E poi promette: "Andremo ai tavoli di confronto per far prevalere il nostro punto di vista". Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha sottolineato che c'è identità di vedute con il Governo "sul cuneo fiscale, ma il taglio - ha precisato - deve essere selettivo per imprese e lavoratori. E' poi necessario alzare i salari sia nel settore pubblico che privato, mentre sul pubblico impiego ribadiamo il no alla moratoria. Sarebbe inaccettabile". Secondo Bonanni c'è ancora qualche ombra sull'entità del buco. "Il mistero sull'entità precisa della manovra resta ancora - ha spiegato - i conti fino in fondo non ce li hanno dati". Il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, che in conferenza stampa ha ceduto il microfono al segretario confederale Paolo Pirani, ha espresso un'opinione sui conti differente da quella del ministro dell'Economia ("Sono malati", ha dichiarato Tommaso Padoa-Schioppa). "Non credo che la situazione sia più drammatica del '92 - ha affermato Angeletti - non ci sottrarremo al confronto sulle pensioni, ma non c'è squilibrio. Vorremmo che su questo tema il confronto partisse con il piede giusto".
Il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini, si è detta indisponibile "a parlare di tagli o moratorie del pubblico impiego. I contratti vanno necessariamente rinnovati". E sull'incontro a Palazzo Chigi, ha aggiunto: "Mi pare una partita un po' al buio, giocata sulle intenzioni. Nulla di concreto". Stessa musica e pure stonata: è stato questo, invece, il giudizio della Cub. Il coordinatore nazionale Pierpaolo Leonardi è sicuro che "a pagare sarà il mondo del lavoro".
Confindustria, entusiasta quando Prodi ha confermato che il taglio di cinque punti del cuneo fiscala sarà inserito nella Finanziaria, non ha esitato a ribadire che la riduzione non deve essere selettiva e che "i tagli alla spesa - ha affermato il direttore generale Maurizio Beretta - sono la strada maestra per raggiungere l'obiettivo del risanamento". E sull'aumento dell'Irap nelle regioni in cui c'è stato lo sforamento della spesa sanitaria, Beretta ha osservato: "E' assolutamente sbagliato, non c'è collegamento tra le responsabilità di chi ha sforato e le conseguenti decisioni".


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