NO ALLA PROTEZIONE CIVILE SPA: 17 DICEMBRE PRESIDIO DI PROTESTA

Roma, Piazza di Monte Citorio, ore 9.30-12.00

Nazionale -

Giovedì 17 dicembre, dalle ore 9.30 alle ore 12.00 si svolgerà in piazza Monte Citorio un presidio di protesta dei dipendenti della Protezione Civile contro il decreto che prevede la trasformazione della Protezione Civile in società per azioni, in esame al Consiglio dei Ministri convocato per domani mattina.



Con l’iniziativa si intende inoltre chiedere lo stralcio dal decreto legge dei provvedimenti di urgenza riguardanti l’Abruzzo e l’apertura di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per ottenere tutele per i dipendenti, dei quali viene prevista la mobilità forzata.

In occasione del presidio sarà richiesto un incontro con la Presidenza del Consiglio.

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Comunicato stampa del 17 dicembre 2009

PROTEZIONE CIVILE SPA APPROVATA DA CDM
RDB, LA OSTACOLEREMO IN TUTTE LE SEDI


Decine di lavoratori della Protezione Civile hanno partecipato questa mattina  a Roma al presidio indetto davanti al Parlamento per protestare contro il decreto che prevede la trasformazione della Protezione Civile in società per azioni.
Alla  manifestazione sono intervenuti anche il Senatore Pedica e l’Onorevole Leoluca Orlando dell’ IDV, l’Onorevole Raffaella Mariani, componente della Commissione Ambiente della Camera, e l’Onorevole Sesa Amici del PD.
Grazie all’intervento del senatore Pedica è stato ottenuto un incontro con il Segretario Generale a Palazzo Chigi limitatamente alle questioni riguardanti i dipendenti: mobilità, trasferimenti e tutela.
La RdB Pubblico Impiego vigilerà affinché vengano mantenuti gli impegni presi dal Segretario Generale a tutela del personale e ribadisce la sua fortissima critica all’impianto politico di privatizzazione della Protezione Civile, privatizzazione che ostacolerà in tutte le sedi.

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17 dicembre 2009 - Il Manifesto

ROMA A Palazzo Chigi la protesta dei dipendenti
«No alla svendita della Protezione civile»
di Eleonora Martini

ROMA - «Con questa manovra di fine anno Silvio Berlusconi mette la prima pietra per la "Mediaset delle calamità"». I lavoratori e i dipendenti della Protezione civile sono più che preoccupati, e anche arrabbiati - se non fosse che la parola di questi tempi è tabù -, per la trasformazione del "loro" Dipartimento in una società per azioni a capitale pubblico. Manovra inserita «ingiustificatamente» nel Decreto legge che questa mattina, salvo ulteriori rinvii, dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri.
Che lo strumento legislativo non abbia i requisiti di necessità e d'urgenza richiesti per l'emanazione, lo si capisce dal fatto che per ben sette volte è passato senza fermarsi sul tavolo della riunione settimanale dei ministri, anche per la ferma opposizione del ministero del Tesoro. E allora - si chiedono i dipendenti del Dipartimento della Protezione civile (Dpc) che si sono dati appuntamento alle nove di questa mattina in Piazza Montecitorio, a Roma, per un presidio di protesta organizzato dai sindacati di categoria Rdb-Cub e Cgil-Funzione pubblica - perché non «stralciare dal decreto i provvedimenti effettivamente urgenti che riguardano l'Abruzzo e ne giustificano l'emergenza»? E aprire immediatamente «un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per ottenere tutele per i dipendenti, dei quali viene prevista la mobilità forzata».
Il provvedimento, infatti, affronta uno per uno tutti i punti che Guido Bertolaso vuole risolvere prima di lasciare il suo posto a capo del Dipartimento, anche se ieri ha fatto sapere di aver accettato l'invito di Berlusconi a rimanere ancora per qualche mese - «ma solo per un periodo limitato di tempo», ha assicurato - per agevolare meglio la transizione. In nove articoli il Dl affronta la cessazione dello stato di emergenza per i rifiuti in Campania; il trasferimento della proprietà del termovalorizzatore di Acerra alla Regione Campania; il passaggio di consegne per la fase post-emergenziale in Abruzzo al nuovo commissario straordinario, il governatore Gianni Chiodi; la proroga ai terremotati dell'esenzione dalle tasse per il 2010 (ma la norma potrebbe invece essere stralciata e trovare posto, forse, nel Milleproroghe); il passaggio di poteri di tutela e vigilanza sulla Croce rossa italiana dal Ministero della difesa alla Presidenza del consiglio dei ministri.
Ma la vera rivoluzione sta nella privatizzazione del Dpc (non l'unica, visto che ai privati questo governo sta già regalando pezzi del Ministero della Difesa, e il centro di formazione e studi dello Stato per gli enti locali, il Formez) considerata dagli stessi lavoratori «un vulnus democratico, istituzionale e di dubbia costituzionalità» perché, come scrive in una nota il segretario nazionale Fp-Cgil Antonio Crispi, «eluderà parti consistenti della legge fondamentale della Protezione Civile, quali la 225/92, svuotando di contenuti il dipartimento, trasformato nella migliore delle ipotesi - se sopravvivrà - in un altro centro di pronto intervento derogando dai suoi compiti fondanti ispirati, invece, al principio di sussidiarietà e non certo di sostituzione come è stato fatto in Abruzzo e come si verificherà con la Spa». Al termine della trasformazione - messa in atto «per garantire economicità e tempestività agli interventi del Dipartimento», come recita l'incipit del relativo articolo 8 del Dl - il vertice della Protezione civile funzionerà come una centrale di appalto dei lavori pubblici, in deroga ad ogni legge e usufruendo dei poteri di ordinanza vigenti durante gli stati d'emergenza decretati dalla Presidenza del consiglio dei ministri. «È un colpo di mano che viene da lontano - spiega Giovanni Ciancio, responsabile Cgil del Dpc - costruito passo dopo passo nei sette anni di presidenza di Bertolaso, derogando ai compiti assegnati alla protezione civile, prima tra tutti la pianificazione d'emergenza delle zone a rischio di calamità». E, come ha avvertito nei giorni scorsi il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani in una lettera inviata a Gianni Letta, si aprirà un gap comunicativo tra gli enti locali e territoriali «di diritto pubblico» che «dovranno rapportarsi con una Spa che di fatto realizza gli interventi di protezione civile» «con le modalità organizzative e funzionali di un soggetto di diritto privato». Addio alla prevenzione e alla pianificazione della pubblica incolumità, e «nell'assordante silenzio dell'opposizione».


17 dicembre 2009 - Terra

Protezione civile spa, la nuova azienda del Cav
di Manuele Bonaccorsi

GOVERNO. Oggi nel Consiglio dei ministri il decreto che privatizza il dipartimento diretto da Bertolaso. Previste misure sulle emergenze di Abruzzo e Campania. E’ il secondo punto all’ordine del giorno del primo Consiglio dei ministri dopo il triste evento di Milano. E difficilmente qualcuno, nel governo, avrà il coraggio di opporsi all’insistenza del "Berlusconi ferito". Il Cdm di oggi, dopo sette tentativi andati a vuoto, dovrebbe approvare il decreto voluto dal premier e dalla sua spalla destra nelle emergenze Guido Bertolaso, che trasformerà in una società per azioni la Protezione civile. Un grande ente appaltatore, che potrà gestire senza i lacci propri di un soggetto pubblico i ricchi appalti legati alle "emergenze" gestite dal dipartimento. Dove il significato della parola "emergenza" ha assunto, nel tempo, significati sempre più ampi, dai "grandi eventi" sportivi e politici all’emergenza traffico in numerosi Comuni, passando per il modello delle new town imposto a L’Aquila dopo il sisma del 6 aprile. Il testo ha suscitato le ire dell’Anci e del presidente della Conferenza delle Regioni, l’emiliano Vasco Errani, che l’11 dicembre ha preso carta e penna per scrivere a Gianni Letta una missiva, pregandolo di non approvare il provvedimento. Della versione che oggi è giunta sul tavolo di palazzo, e che certo porterà con sé un lungo stuolo di polemiche, Terra è in grado di anticipare i contenuti più importanti.
Abruzzo.
Gianni Chiodi è il nuovo commissario straordinario per il sisma del 6 aprile. Subentrerà a Guido Bertolaso, ma la Protezione civile continuerà a gestire i cantieri del piano C.a.s.e., le new town costate oltre 800 milioni. Il decreto posticipa, come chiedevano gli aquilani, il rimborso delle tasse sospese dopo il sisma.
Campania.
L’emergenza rifiuti cessa il 31 dicembre. A prendere il posto della struttura commissariale sarà una "missione stralcio", gestita sempre dalla presidenza del Consiglio. Il suo compito principale sarà l’acquisto dell’inceneritore di Acerra. In attesa del contratto di trasferimento, lo Stato verserà alla Fibe, proprietaria dell’impianto, 1,2 milioni di usufrutto. Il decreto prevede poi assunzioni nei consorzi di bacino e il ritorno delle competenze sui rifiuti a Regioni, Province e consorzi.
Protezione civile.
Viene costituita la Protezione civile servizi spa, con capitale di un milione di euro, interamente sottoscritto da palazzo Chigi, che nominerà per intero il suo cda. I compiti sono pressochè infiniti: emergenze socioeconomico-ambientali. La Spa potrà anche detenere immobili e partecipazioni e raccogliere utili.
Le reazioni.
I dipendenti della Protezione civile della Cgil e dell’Rdb-Cub saranno oggi davanti Palazzo Chigi, per protestare contro quello che definiscono «il disdicevole obiettivo di fare utili sulle calamità». Per la segretaria confederale della Cgil Paola Agnello Modica «quello della Protezione civile è un tema troppo delicato per essere affidato a un decreto». Intanto Bertolaso ieri ha fatto balenare i primi dubbi sulla sua reale intenzione di dimettersi da capo della Protezione civile. «Berlusconi mi ha chiesto di rimanere. Un po’ tutti, non solo nel Governo, si oppongono alla mia decisione di dimettermi».