LA P.A. NON E' UN MERCATO: 20 GIUGNO GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE DEL PUBBLICO IMPIEGO

In allegato il documento presentato dal Ministro all'incontro (in formato pdf e testo)

Nazionale -

 

“L’impianto della Pubblica Amministrazione che emerge dalla breve introduzione fatta nell’incontro di oggi dal Ministro Brunetta è tutto incentrato sul mercato”, dichiara Paola Palmieri della Direzione nazionale RdB-CUB P.I. “Così, da soggetto che eroga servizi ai cittadini la P.A. si trasforma in bacino di interesse per gruppi finanziari e grandi società private. Per quanto poi riguarda i salari, Brunetta intende cancellare il biennio 2008-2009, con il 2008 finanziato dalla sola vacanza contrattuale pari a circa 8/10 Euro, ed avviare per il 2009 un nuovo assetto contrattuale triennalizzato in quella che viene definita una gara di convergenza col privato”.


“Le RdB-CUB hanno tutt’altra idea di come la P.A. debba funzionare per rispondere in qualità e quantità ai cittadini”, prosegue Palmieri. “Stiamo preparando un dossier con esempi concreti sulle responsabilità politiche in merito ad appalti ed esternalizzazioni utili solo a soddisfare gli appetiti dei privati, e contro questo definitivo smantellamento della Pubblica Amministrazione abbiamo indetto per il 20 giugno una giornata di mobilitazione nazionale del Pubblico Impiego, che a Roma ci vedrà manifestare davanti Palazzo Vidoni”, conclude la dirigente RdB.

 

 

 


Comunicato Stampa RdB P.I. 4 giugno 2008


PUBBLICO IMPIEGO: BRUNETTA RISPETTI LE REGOLE. GRAVE L’ESCLUSIONE DELLA CONFEDERAZIONE RDB/CUB DAL TAVOLO DEL POMERIGGIO

“Ogni volta che cambia Ministro siamo costretti a ricordargli il galateo e le norme che regolano le relazioni sindacali nel pubblico impiego, lo faremo anche con Brunetta, così come abbiamo fatto con il suo predecessore Nicolais” . Pierpaolo Leonardi Coordinatore generale della Confederazione RdB/CUB risponde così alla notizia di stampa secondo cui, nel pomeriggio di oggi, il neo Ministro per la Funzione Pubblica Brunetta incontrerà separatamente, e prima dell’incontro ufficiale con tutte le organizzazioni – compresa quindi la RdB CUB -, i Segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl escludendo quindi proprio la RdB/CUB ed il suo Coordinatore  Leonardi.

 
“E’ molto grave quanto sta accadendo in materia di relazioni sindacali alla Funzione Pubblica – prosegue Leonardi -. Prima lo sgarbo della convocazione ad personam per la presentazione del Piano Industriale, poi questa dell’esclusione della RdB/CUB e l’inclusione dell’UGL che, nel pubblico impiego può vantare a malapena meriti politici, non certo di peso sindacale come dimostrano i recenti risultati nelle elezioni per le RSU in cui la RdB/CUB mantiene il 5% in 6 comparti ed aumenta sensibilmente i voti, mentre l’Ugl ottiene due comparti solo grazie ad apparentamenti con altri sindacati autonomi”

 
“Con Nicolais fummo costretti a rimanere nel  Ministero 48 ore per costringere il Ministro del centro sinistra a ripristinare corrette relazioni sindacali, se il centro destra utilizzerà gli stessi metodi, noi  non ci tireremo indietro, siamo un sindacato indipendente e, a differenza di altri, non abbiamo governi amici” conclude Leonardi.




5 giugno 2008 - Corriere della Sera

Pubblico impiego L'incontro con i sindacati e le categorie
Statali licenziabili se rifiutano il trasferimento
Brunetta: i falsi certificati sono truffa aggravata
di Roberto Bagnoli

ROMA — Sanzioni più dure contro i fannulloni, rischio di licenziamento nel caso di rifiuto di trasferimento, reato di truffa aggravata per i medici che firmano certificati falsi. Ma anche un sistema di valutazione più efficiente per i meritevoli con maggiori poteri ai dirigenti e una contrattazione di secondo livello collegata alla situazione finanziaria dell'ente. Insomma, dai ministeri più virtuosi, gli statali potranno ottenere stipendi migliori. Queste alcune delle novità con le quali il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta si è presentato ieri pomeriggio al secondo incontro con i sindacati per avviare in tempi brevi la riforma del pubblico impiego.
Per il segretario della Cgil Guglielmo Epifani il colloquio è stato «interlocutorio con almeno tre problemi che restano aperti». Si tratta del «rapporto normativo tra legge e contratto», il rischio di «tagli indiscriminati dal parte del ministro Tremonti», e la necessità di trovare «le risorse per rinnovare i contratti del pubblico impiego». Raffaele Bonanni (Cisl) ritiene giusta la direzione di marcia ma invita Brunetta a «evitare minacce di licenziamento e a ricordare l'insegnamento di Federico Caffè secondo cui le riforme si costruiscono col coraggio e col consenso».
Il leader dell'Ugl Renata Polverini sottolinea la sostanziale «positività dell'incontro» e anche la disponibilità «del ministro a rinnovare i contratti». La Polverini ha affermato che i sindacati hanno ribadito a Brunetta «la necessità di definire in modo chiaro ciò che deve essere demandato alla legge e quanto deve rimanere dentro la contrattazione». Una precisazione non da poco vista la complessità dell'iter giuridico di questa riforma. Le norme in questione confluiranno in un disegno di legge che introdurrà i nuovi principi a cui si ispireranno i decreti attuativi che saranno adottati dal governo entro sei mesi.
Per accelerare i tempi Brunetta ha ribadito ai sindacati la richiesta di rendere al ministero entro 48 ore - anche via email - le loro osservazioni. La giornata di ieri ha visto polemiche con le parti sociali. Questa volta a sollevare problemi è stata la confederazione sindacale Rdb-Cub che Brunetta non ha invitato. «Ma perché noi no che abbiamo il 5% dei voti e l'Ugl sì che ha meno rappresentanza di noi nella pubblica amministrazione?». Il coordinatore Pierpaolo Leonardi non ha avuto risposta e ha minacciato di occupare il ministero se «non verrà ripristinata la legalità».
Nella zona «sanzioni» il nuovo testo di Brunetta prevede oltre al licenziamento per «scarso rendimento» anche il rafforzamento dei controlli medici durante le assenze per malattia dei dipendenti pubblici.


5 giugno 2008 - Gazzetta del Sud

Truffa aggravata per il dipendente pubblico che presenta un certificato con false attestazioni di malattia
Statali, Brunetta conferma la linea dura
Passibile di licenziamento anche il personale in esubero che rifiuta di trasferirsi
di Alessandra Gridelli

ROMA - Prosegue la linea dura del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta: dopo l'annuncio dei licenziamenti dei «fannulloni», arriva il reato di truffa aggravata per lo statale che presenta un certificato con false attestazioni di malattia e che, anche in questo caso, andrà incontro alla risoluzione del rapporto di lavoro. Lo prevede un nuovo documento sulla riforma del lavoro pubblico e della contrattazione consegnato ieri dal ministro ai sindacati. Il ministro ha visto i leader di Cgil e Cisl, Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni, e il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, (in sostituzione di Luigi Angeletti all'estero) e, separatamente, il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini. Nel mirino, questa volta, non solo i dipendenti con «scarso rendimento», ma anche il personale in esubero che rifiuta di spostarsi. In entrambi i casi è previsto il licenziamento. Brunetta pensa, quindi, ad un rafforzamento del sistema dei controlli medici durante il periodo di assenza per malattia del dipendente. Ma a pagare sarà anche il medico che attesta il falso e che, se pubblico dipendente, sarà licenziato. Riguardo ai dipendenti in esubero che rifiutano il trasferimento, l'idea è di introdurre un sistema di rilevamento del personale eccedente «perché non più funzionale alla struttura o perché inutile sotto il profilo della competenza e della professionalità». In quest'ultima ipotesi, è collocato a disposizione, percepirà la sola retribuzione di base, sarà riqualificato e riassegnato ad altra amministrazione. Ma in caso di rifiuto, il rapporto di lavoro si risolverà di diritto. Stop anche ai premi a pioggia «a prescindere dalla qualità del lavoro svolto»: in futuro dovranno essere corrisposti secondo la «valutazione della qualità del prodotto e dei servizi resi». Limitata anche la carriera sulla base di automatismi dovuti ad anzianità di servizio. Sembra, dunque, essersi ricucito lo strappo della scorsa settimana, dopo che la Cgil aveva abbandonato il tavolo per protestare contro l'esclusione delle categorie. Che ieri sera hanno partecipato al ministero ad un incontro convocato a seguire a quello con i leader sindacali. Assenti, tuttavia, i segretari generali della Fp-Cgil e della Fp-Cisl, Carlo Podda e Rino Tarelli. Mentre erano presenti i segretari di categoria della Uil, Salvatore Bosco e Rino Tarelli. Epifani, Bonanni e Pirani, ma anche la Polverini, hanno chiesto al governo di stanziare subito le risorse per i rinnovi contrattuali, a cominciare dal decreto sulla stabilizzazione deficit/pil di Tremonti che dovrebbe essere presentato attorno al 18 giugno e dal Dpef. Ma i sindacalisti chiedono anche l'estensione della detassazione degli straordinari anche ai lavoratori pubblici. Epifani ha espresso preoccupazione per i tagli «indiscriminati a cui sta pensando Tremonti»; Bonanni ha detto che le riforme, rispetto alle quali c'è la disponibilità del sindacato, non si fanno col bastone ma con il coinvolgimento dei lavoratori; Pirani, nel chiedere fondi per i contratti, ha rilevato come le nozze «non si fanno con i fichi secchi».
Invece le Rdb-Cub indicono una giornata di mobilitazione per il 20 giugno. Secondo Paola Palmieri della direzione nazionale Rdb-Cub, l'impianto della Pubblica amministrazione che emerge dalla breve introduzione dal ministro Brunetta «è tutto incentrato sul mercato». Con la riforma Brunetta, «da soggetto che eroga servizi ai cittadini la P.A. si trasforma in bacino di interesse per gruppi finanziari e grandi società private». E «per quanto riguarda i salari, cancella il biennio 2008-2009 e avvia per il 2009 un nuovo assetto contrattuale triennalizzato». Le Rdb-Cub hanno «tutt'altra idea di come la P.A. debba funzionare», conclude la Palmieri, annunciando «un dossier con esempi concreti sulle responsabilità politiche di appalti ed esternalizzazioni utili solo a soddisfare gli appetiti dei privati».


5 giugno 2008 - Liberazione

Il ministro: «Licenzieremo finti malati e chi non accetta trasferimenti». I sindacati: rinnovare i contratti
Statali, la propaganda di Brunetta
di Roberto Farneti

Annunci e propaganda. La rivoluzione dell'amministrazione pubblica promessa dal ministro per la Funzione Pubblica, Renato Brunetta, rischia di ridursi a questo. A parole gli obiettivi del governo sono quelli elencati nella "bozza" consegnata alle parti sociali. E cioè: un aumento dei beni e servizi pubblici, un progressivo miglioramento della qualità dei servizi; una maggiore prossimità delle amministrazioni ai cittadini e tempestività nell'erogazione delle prestazioni; insieme ad una riduzione dei costi.
Nella sostanza, è difficile credere che tali obiettivi possano essere raggiunti in assenza di un vero piano industriale - vale a dire risorse certe e una proposta chiara, studiata comparto per comparto - e partendo invece solo dal principio che gli unici responsabili di sprechi e inefficienze sono i lavoratori pubblici, dipinti in blocco come dei nullafacenti, senza distinzione alcuna tra chi è solito "imboscarsi" e chi invece il proprio dovere lo compie fino in fondo. Come, ad esempio, «gli Operatori Socio Sanitari, che a fronte di salari da fame garantiscono la quotidianità, e l'emergenza continua, del sistema sanitario pubblico e privato del paese», ricorda Sabino Venezia del Coordinamento RdB Sanità, sindacato che per domani ha indetto una giornata di mobilitazione a Roma.
«Licenzieremo i finti malati», grida Brunetta. Lo statale che presenterà un certificato di malattia non corrispondente al vero si macchierà del reato di truffa aggravata. Il ministro minaccia un rafforzamento dei controlli medici giornalieri e il licenziamento anche del medico, se pubblico dipendente, nel caso di falsa attestazione. Peccato che «la licenziabilità per chi risulti colpevole di reati come truffa, peculato, corruzione, concussione sia già attualmente prevista - ricorda il segretario della Fp Cgil, Carlo Podda - dai vari codici disciplinari contenuti negli ultimi contratti di lavoro pubblici».
Ancora. I lavoratori pubblici considerati in esubero «perchè non più funzionali alla struttura o perchè inutili sotto il profilo della competenza e della professionalità» saranno collocati «a disposizione», con l'erogazione «della sola retribuzione di base, riqualificati e riassegnati ad altra amministrazione». In caso di rifiuto del trasferimento «il rapporto di lavoro si risolverà di diritto».
Stop anche ai premi a pioggia «a prescindere dalla qualità del lavoro svolto», ma che dovranno essere corrisposti secondo la «valutazione della qualità del prodotto e dei servizi resi». La valutazione si svolgerà sì nelle singole amministrazioni, ma sarà «validata e controllata» da un organismo centrale presso la Funzione Pubblica «per garantire omogeneità ed efficacia». La produttività - è scritto nel documento - «dovrà essere direttamente commisurata ai risultati ottenuti». Limitazioni anche per la carriera sulla base di automatismi dovuti all'anziantà di servizio.
Il problema è che Brunetta sa che le sue minacce di agire contro gli statali fannulloni, pur nella loro demagogia, sono efficaci dal punto di vista propagandistico, essendo basate su luoghi comuni molto diffusi nell'opinione pubblica. Non a caso ieri il quotidiano Il Messaggero , rispolverando dati già noti e contestati dai sindacati, strillava in prima pagina i 25 giorni all'anno di assenze per malattia registrati nell'azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma.Va da sé che enfatizzare casi particolari serve solo ad alzare polveroni: «La media di assenze per malattia nei settori pubblici chiarisce ancora Podda - è di 10.5 giornate all'anno quella dei settori privati è di 9,6. Come si vede, non siamo lontani. La vera differenza - spiega il segretario della Fp Cgil - sta nelle assenze di altro tipo, come quelle per assistere i parenti malati, maternità e così via. Spero tuttavia che nessuno voglia mettere discussione la possibilità di usufruire di certi diritti».
I sindacati, al termine dell'incontro informale di ieri con il ministro, hanno comunque ribadito di essere disposti a raccogliere la sfida per l'efficienza della pubblica amministrazione. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, non ha però nascosto la propria preoccupazione per il piano di tagli alla spesa che sta mettendo a punto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. «Ci preoccupa il tema degli organici e dei precari», aggiunge Epifani. I sindacati chiedono inoltre risorse per i contratti di lavoro ancora aperti.


5 giugno 2008 - Il Manifesto

Secondo round tra il ministro e i sindacati. Epifani: «Incontro interlocutorio, i problemi restano aperti»
Statali, Brunetta lancia un piano di «super tagli»

Roma - Udite, udite: «Se un dipendente pubblico si dà malato e invece sta benissimo, sarà accusato di truffa aggravata». Tocca guastare lo strillo però, ricordare che «il reato di truffa è già previsto», e tornare alle cose serie: la riforma della pubblica amministrazione, su cui ieri si è tenuto il secondo round - sulla base di un secondo documento - tra il ministro Brunetta e i sindacati.
Non sembra risolvere, il secondo documento presentato ieri da Brunetta ai sindacati, i nodi del primo testo, che avevano provocato l'abbandono del tavolo da parte della Cgil. Il ministro della funzione pubblica ha convocato ieri, in via informale, i tre segretari confederali di Cgil Cisl e Uil, poi ha aperto gli uffici ministeriali per una consultazione (e non trattativa) con i rappresentanti della categoria (e non i segretari delle categorie stesse). Ha chiesto ai sindacati di inviare eventuali osservazioni via mail, «entro quarantotto ore», e ha preso impegni per un prossimo incontro all'inizio della settimana prossima. Obiettivo: arrivare a un disegno di legge, una sorta di 'testo unico del pubblico impiego' con annessa riforma della contrattazione collettiva, nei tempi più rapidi possibili, entro dieci giorni pare.
Il metodo ha lasciato pienamente soddisfatti Cisl e Uil (che chiedono però il rinnovo dei contratti). Nel merito, Guglielmo Epifani (Cgil) parla di «un incontro interlocutorio, che lascia aperte tre questioni: il rapporto tra legge e contrattazione innanzitutto (quanto cioè si contratta e quanto invece si legifera in materia ndr), il rapporto tra il piano industriale e il piano di tagli alla spesa a cui sta lavorando Giulio Tremonti, e il rinnovo dei contratti di lavoro ancora aperti».
Secondo Alfredo Garzi (Fp Cgil), ieri presente all'incontro, «il quadro delineato resta poco chiaro». Quattro sono i punti principali del documento: cultura della valutazione (il cui terminale sarà costituito da un organismo centrale facente capo al ministero), modifica della disciplina delle sanzioni (che dovrebbe definire, e «semplificare nell'attuazione», le violazioni che danno luogo al licenziamento), riorganizzazione della dirigenza pubblica (con l'attribuzione di poteri manageriali, e di maggiori responsabilità, ai dirigenti) e riforma della contrattazione collettiva. Per quanto riguarda gli esuberi, il piano prevede l'introduzione di un sistema di rilevamento per il personale 'in più', se «non più funzionale o inutile sotto il profilo della competenza o professionalità»: in questo secondo caso potrà esserci l'assegnazione ad un'altra amministrazione e, in caso di rifiuto, il licenziamento. Anche sul modello contrattuale (su cui è imminente la trattativa anche per il settore privato) non si prospetta nulla di buono: alla riduzione della durata dei contratti (che diventeranno triennali) si accompagna il vincolo per il secondo livello alla situazione dell'ente pubblico di riferimento (un po' come dire «niente»).
«L'impianto della pubblica amministrazione che emerge è tutto incentrato sul mercato», denuncia il sindacato di base Rdb-Cub, annunciando una giornata di mobilitazione per il 20 giugno.(s.f.)


5 giugno 2008 - Il Quaderno

Benevento: pubblico impiego, dibattito sulla riforma annunciata da Brunetta

Continua il dibattito sull’impianto di riforma presentato dai giorni scorsi dal ministero per l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta. Secondo il vicesegretario regionale del Nuovo Psi, Giuseppe Lombardi, "la richiesta di Brunetta, rivolta ai suoi colleghi ministri, di rendere note, sui siti dei loro dicasteri, le retribuzioni dei dirigenti e le statistiche sulle presenze del personale negli uffici, è un esempio di come la esigenza di trasparenza nell'operato della pubblica amministrazione sia ormai irrinunciabile". Perciò, l’esponente socialista ha ribadito le proposte relative ai Consigli Provinciali e alla pubblicazione sul sito internet della Provincia di tutti gli atti posti in essere dal Consiglio e dalla Giunta Provinciale, compresi gli elenchi delle consulenze e degli incarichi esterni conferiti".
Diverso il giudizio espresso dalle Rappresentanze di Base del Pubblico Impiego che hanno chiesto al ministro di rispettare le regole. Il riferimento è alla decisione di Brunetta di far precedere l’incontro con le organizzazioni sindacali da un vertice separato con le tre sigle confederali di Cgil, Cisl e Uil, più l’Ugl.
"E’ molto grave quanto sta accadendo in materia di relazioni sindacali alla Funzione Pubblica – ha dichiarato Pierpaolo Leopardi, coordinatore generale della Confederazione -. Prima lo sgarbo della convocazione ad personam per la presentazione del Piano Industriale, poi questa dell’esclusione della RdB/CUB e l’inclusione dell’Ugl che, nel pubblico impiego può vantare a malapena meriti politici, non certo di peso sindacale come dimostrano i recenti risultati nelle elezioni per le RSU in cui la RdB/CUB mantiene il 5% in 6 comparti e aumenta sensibilmente i voti, mentre l’Ugl ottiene due comparti solo grazie ad apparentamenti con altri sindacati autonomi".


5 giugno 2008 - Leggo

Roma. Arriva la riforma anti-fannulloni...
di Claudio Fabretti

Roma - Arriva la riforma anti-fannulloni. Tempi duri, in particolare, per gli assenteisti del pubblico impiego, i falsi malati e i medici troppo compiacenti. Il pacchetto, predisposto dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, riguarda, in particolare, la riforma del lavoro pubblico e della contrattazione collettiva ed è già stato consegnato ai sindacati.
Lo statale che presenta un certificato contenente false attestazioni di malattia si macchierà del reato di truffa aggravata e pertanto sarà licenziato. Previsto anche un rafforzamento del sistema dei controlli medici giornalieri durante il periodo di assenza per malattia del dipendente nonché il licenziamento del medico, se pubblico dipendente, nel caso di falsa attestazione. Il dirigente con più poteri disciplinari sarà responsabile personalmente se non avvierà il procedimento.
Il licenziamento scatterà anche nei confronti dei lavoratori pubblici in esubero che rifiuteranno di essere spostati in un'altra amministrazione. Stop anche ai premi a pioggia «a prescindere dalla qualità del lavoro svolto», ma che dovranno essere corrisposti secondo la «valutazione della qualità del prodotto e dei servizi resi».
La produttività - è scritto nel documento - «dovrà essere direttamente commisurata ai risultati ottenuti». La valutazione su produttività e standard qualitativi dei servizi sarà affidata a un organismo centrale, istituito presso il ministero al fine di garantire omogeneità ed efficacia delle valutazioni.
La federazione delle rappresentanze di base del pubblico impiego Rdb, che aderisce alla confederazione Cub, protesta contro l'esclusione dalle consultazioni. E i sindacati già annunciano battaglia.


4 giugno 2008 - Ansa

P.A: RDB-CUB A BRUNETTA, GRAVE ESCLUDERCI DA CONSULTAZIONI

(ANSA) - ROMA, 4 GIU - La federazione delle rappresentanze di base del pubblico impiego Rdb, che aderisce alla confederazione Cub, protesta contro l'esclusione dalle consultazioni di oggi sul piano industriale avviate dal ministro Renato Brunetta. ''Ogni volta che cambia ministro siamo costretti a ricordargli il galateo e le norme che regolano le relazioni sindacali nel pubblico impiego, lo faremo anche con Brunetta, cosi' come abbiamo fatto con il suo predecessore Nicolais'', sostiene Pierpaolo Leonardi coordinatore generale delle RdB-CUB, secondo il quale ''e' molto grave quanto sta accadendo in materia di relazioni sindacali alla Funzione Pubblica. Prima lo sgarbo della convocazione ad personam per la presentazione del Piano Industriale, poi questa dell'esclusione delle RdB e l'inclusione dell'Ugl che, nel pubblico impiego puo' vantare a malapena meriti politici, non certo di peso sindacale come dimostrano i recenti risultati nelle elezioni per le RSU in cui le RdB mantengono il 5% in 6 comparti ed aumentano sensibilmente i voti, mentre l'Ugl ottiene due comparti solo grazie ad apparentamenti con altri sindacati autonomi. Con Nicolais fummo costretti a rimanere nel ministero 48 ore per costringerlo a ripristinare corrette relazioni sindacali, se il centro destra utilizzera' gli stessi metodi, noi non ci tireremo indietro''.


4 giugno 2008 - Adnkronos

STATALI: RDB/CUB, GRAVE NOSTRA ESCLUSIONE DA CONSULTAZIONI INFORMALI

Roma, 4 giu. - (Adnkronos) - ''Ogni volta che cambia Ministro siamo costretti a ricordargli il galateo e le norme che regolano le relazioni sindacali nel pubblico impiego, lo faremo anche con Brunetta, cosi' come abbiamo fatto con il suo predecessore Nicolais''. Pierpaolo Leonardi Coordinatore generale della Confederazione RdB/CUB commenta cosi' la decisione del ministro della P.a., Renato Brunetta, di procedere ad un giro di consultazioni informali dei leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl prima della riunione cui prenderanno parte le categorie di tutti i sindacati del pubblico impiego. ''E' molto grave quanto sta accadendo in materia di relazioni sindacali alla Funzione Pubblica - prosegue Leonardi -. Prima lo sgarbo della convocazione ad personam per la presentazione del Piano Industriale, poi questa dell'esclusione della RdB/CUB e l'inclusione dell'UGL che, nel pubblico impiego puo' vantare a malapena meriti politici, non certo di peso sindacale come dimostrano i recenti risultati nelle elezioni per le RSU in cui la RdB/CUB mantiene il 5% in 6 comparti ed aumenta sensibilmente i voti, mentre l'Ugl ottiene due comparti solo grazie ad apparentamenti con altri sindacati autonomi'' ''Con Nicolais fummo costretti a rimanere nel Ministero 48 ore per costringere il Ministro del centro sinistra a ripristinare corrette relazioni sindacali, se il centro destra utilizzera' gli stessi metodi, noi non ci tireremo indietro, siamo un sindacato indipendente e, a differenza di altri, non abbiamo governi amici'' conclude Leonardi.


4 giugno 2008 - Agi

STATALI: RDB/CUB, GRAVE NOSTRA ESCLUSIONE DA TAVOLO OGGI

(AGI) - Roma, 4 giu. -" Ogni volta che cambia ministro siamo costretti a ricordargli il galateo e le norme che regolano le relazioni sindacali nel pubblico impiego, lo faremo anche con Brunetta, cosi' come abbiamo fatto con il suo predecessore Nicolais". Pierpaolo Leonardi Coordinatore generale della Confederazione Rdb/Cub risponde cosi' alla notizia di stampa secondo cui, nel pomeriggio di oggi, il neo ministro per la Funzione Pubblica Brunetta incontrera' separatamente, e prima dell'incontro ufficiale con tutte le organizzazioni, i Segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. "E' molto grave quanto sta accadendo in materia di relazioni sindacali alla Funzione Pubblica - prosegue Leonardi - Prima lo sgarbo della convocazione ad personam per la presentazione del Piano Industriale, poi l'esclusione della Rdb/Cub e l'inclusione dell'Ugl che, nel pubblico impiego puo' vantare a malapena meriti politici, non certo di peso sindacale come dimostrano i recenti risultati nelle elezioni per le Rsu in cui la Rdb/Cub mantiene il 5% in 6 comparti ed aumenta sensibilmente i voti, mentre l'Ugl ottiene due comparti solo grazie ad apparentamenti con altri sindacati autonomi". Con il predecessore di Brunetta, Luigi Nicolais, "fummo costretti a rimanere nel ministero 48 ore" per "ripristinare corrette relazioni sindacali - conclude Leonardi - se il centro destra utilizzera' gli stessi metodi, noi non ci tireremo indietro, siamo un sindacato indipendente e, a differenza di altri, non abbiamo governi amici".