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Pensioni: giudizio negativo della Cub sull'accordo stipulato nella serata di ieri tra governo e cgil-cisl-uil e ugl sulle pensioni basse

Nazionale -

Il giudizio negativo è motivato dalla esiguità dell’aumento sulle pensioni basse, una vera e propria elemosina, che sarà rimangiata in termini di perdita del potere di acquisto nel giro di un anno o poco più e che riguarda solo il 15% degli attuali pensionati.

Serve ben altro per rispondere alla situazione drammatica di milioni di pensionati e al loro progressivo impoverimento. Negli ultimi 10 anni le pensioni hanno perso oltre il 25% in termini di perdita del potere di acquisto.

Cub ha proposto al tavolo di palazzo Chigi 2 misure:
a)    l’adeguamento automatico delle pensioni all’aumento del costo della vita e alla dinamica delle retribuzioni per evitare che continuino a diminuire in termini reali.
b)    recupero per tutte le pensioni del potere di acquisto perso e aumento consistente per le pensioni più basse.

L’accordo di ieri conferma l’importanza dello Sciopero Generale di venerdì 13 c.m, indetto dalla Cub, con ha l’obiettivo di rilanciare la previdenza pubblica respingendo qualsiasi aumento dell’età pensionabile, rivendicare il diritto alla pensione con 35 anni di contributi, il calcolo per tutti al 2% annuo sulle ultime retribuzioni, la rivalutazione automatica al costo della vita e alla dinamica salariale, il recupero della perdita di potere d’acquisto.