LA CRISI VA PAGATA DA CHI L'HA PROVOCATA. GIU' LE MANI DAL PUBBLICO IMPIEGO - PAGHI CHI NON HA MAI PAGATO

14 giugno SCIOPERO del Pubblico Impiego

Nazionale -

Dagli inizi degli anni ’90 si è abbattuta sui lavoratori in genere e sul Pubblico Impiego in particolare la scure dei governi in preda ai sacri fuochi dei sacrifici e del risparmio ispirati dalle istituzioni politiche, finanziarie e padronali europee.
“I sacrifici di oggi serviranno per costruire l’Unione politica e monetaria europea che ricompenserà tutto ciò con la piena occupazione, maggiori retribuzioni e miglioramento del welfare e sicurezza sociale”. Queste le promesse con cui anche, e soprattutto, cgil, cisl, uil e sindacati autonomi hanno sostenuto il confronto con i lavoratori per fargli accettare, senza troppi scossoni e soprattutto senza disturbare il manovratore, la lunga stagione di sacrifici che si prospettava; da allora questi sindacati cominciarono a definirsi “concertativi” in quanto eseguivano il concerto secondo le indicazioni del direttore d’orchestra, che di volta in volta era il governo, la confindustria o i poteri forti europei, tutti gli altri (il sindacalismo di base) erano solo voci stonate fuori dal coro da isolare.
“Qualche sacrificio oggi val bene la piena occupazione o la garanzia della pensione per le future generazioni”, si sostenne allora.
La disoccupazione in aumento e la “nuova” occupazione figlia delle leggi Treu e 30 sono la dimostrazione evidente della precarizzazione delle generazioni future e della negazione di qualsiasi garanzia nel presente e tanto meno nel futuro privo ormai di qualsiasi copertura previdenziale.

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