ART.18 E ESUBERI NEL PUBBLICO IMPIEGO: USB CONTESTA, PRETENDE E OTTIENE LA PRESENZA DEL MINISTRO

Intanto si sdoppia la protesta: un presidio sotto la Difesa, uno sotto Funzione Pubblica

Roma -

USB Pubblico Impiego fa ritardare l’inizio del tavolo tecnico al Ministero della Funzione Pubblica, contestando fortemente i contenuti del documento presentato alle organizzazioni sindacali e chiedendo con forza l’avvio di un tavolo politico, a cui partecipino il Ministro della Funzione Pubblica ed il Presidente della Conferenza delle Regioni Errani.

 

Accade questo pomeriggio nel corso del confronto convocato a Roma nella sede ministeriale di Palazzo Vidoni, in cui il Governo ha presentato alle organizzazioni sindacali una bozza di accordo che prevede l’estensione delle modifiche all’art.18, ossia l’indennizzo monetario in caso di licenziamento illegittimo, l’aumento smisurato della flessibilità in entrata, la riforma della contrattazione su base meritocratica e l’avvio delle procedure di mobilità e licenziamento dei dipendenti pubblici in esubero.

Temi questi, secondo USB P.I., pesantemente punitivi per i lavoratori e non affrontabili in un tavolo “tecnico”, senza il ministro Patroni Griffi ed il Presidente Errani, mentre il confronto viene oltretutto gestito con una lesione evidente dei diritti sindacali, convocando su base nazionale le organizzazioni concertative, non rappresentative, ma a loro gradite, ed escludendo su base regionale la USB P.I.  

 

A fronte della contestazione attuata da USB, i lavori del tavolo sono partiti con un ritardo di oltre un’ora ma con la presenza del ministro della Funzione Pubblica.

Nel frattempo si è sdoppiata la protesta dei lavoratori: mentre prosegue il presidio sotto il ministero della Difesa, indetto per protestare contro gli esuberi nel comparto,  se ne è avviato un altro davanti  al Ministero della Funzione Pubblica.

 

La protesta dei lavoratori pubblici non si arresta. Il 18 maggio prossimo, al Cinema Farnese a Roma, USB ha indetto l’assemblea nazionale di tutti gli elette RSU e dei delegati “Assumiamo i diritti, licenziamo il governo”.