Il 25 novembre scioperano Sanità, Scuola, Servizi educativi e Trasporti locali: investimenti, assunzioni stabili e sicurezza per costruire il futuro

Nazionale -

Dall’inizio della pandemia la Sanità, la Scuola, i Servizi educativi e il Trasporto pubblico locale, già disastrati da decenni di tagli, chiusure e privatizzazioni, funzionano unicamente grazie agli sforzi disumani dei lavoratori e delle lavoratrici.

 

Dall’inizio della pandemia non un segnale di inversione di tendenza è arrivato dalla politica, dalle amministrazioni e dalle aziende. Si va avanti per sfinimento, con le consuete violente ricette di risparmi, riduzioni di posti e servizi, precariato.

 

Dall’inizio della pandemia non un piano di sviluppo è stato impostato, facendo leva sull’eccezionalità del momento e della situazione, per garantire ai cittadini e ai lavoratori i basilari diritti costituzionali: salute, istruzione, mobilità, sicurezza, lavoro. La vita, insomma.

 

Sono tutti questi i motivi alla base dello sciopero nazionale dei quattro settori proclamato dall’Unione Sindacale di Base per mercoledì 25 novembre. Lo sciopero è dell’intera giornata per Sanità, Scuola e Servizi educativi, ed è limitato a 4 ore, stabilite su base territoriale, per il Trasporto Pubblico Locale.

 

Presidi e manifestazioni, nel rispetto delle norme di sicurezza, si terranno a Roma, Milano, Napoli, Bologna, Genova, Parma e Foggia. Una diretta streaming su www.usb.it e sui canali Facebook e Youtube del sindacato avrà luogo dalle 11 alle 13, con collegamenti dalle piazze e testimonianze dai posti di lavoro.

 

Quei posti di lavoro di quattro settori strategici strettamente interconnessi soltanto nella lotta. Perché nessuno al governo ha pensato a una pianificazione integrata funzionale all’emergenza sanitaria. Troppo impegnati ad ascoltare le pretese arroganti del padronato o a deliberare sui posti a tavola per il pranzo di Natale.

 

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Sanità allo stremo, Scuola confinata (per i “fortunati”) nella didattica a distanza, Servizi educativi 0-6 in affanno, Trasporti in perenne emergenza. Per tutti, la sicurezza prevista nei vari Dpcm rimane un miraggio.

 

USB chiede un’inversione di rotta, che rimetta al centro gli interessi collettivi e cambi le priorità sociali: occorrono diritti, assunzioni stabili, finanziamenti. Un nuovo ruolo e una nuova funzione dello Stato, uno Stato che non sia il comitato d'affari della borghesia, ma il luogo in cui gli interessi della popolazione determinano le scelte politiche per il benessere comune.

 

Le richieste USB

Sanità

  • assunzioni stabili e massicce di personale;
  • potenziamento della medicina territoriale;
  • potenziamento della prevenzione e delle attività di tracciamento;
  • recupero di posti letto e ripristino delle strutture abbandonate negli anni.

Scuola

  • screening di massa ripetuti nel tempo per mettere al sicuro lavoratori, studenti e famiglie;
  • stabilizzazione dell’organico dei docenti e del personale ATA, con la trasformazione dei posti esistenti di fatto in posti di diritto;
  • interventi massicci sull’edilizia scolastica, al fine di permettere di vivere e lavorare in spazi adeguati;
  • annullamento dei concorsi per il personale docente e l’immediata assunzione, tramite una procedura per titoli e servizi, di tutti i precari che abbiano maturato almeno tre anni di servizio (180x3)

Servizi educativi e scolastici

  • piani assunzionali straordinari per i Nidi e le Scuole dell’Infanzia;
  • finanziamenti per la messa a norma delle strutture educative e scolastiche a gestione diretta degli Enti Locali;
  • rilancio e diffusione di una rete capillare di Servizi Educativi rivolti all’Infanzia per un reale contrasto alla povertà educativa e sociale e alla disoccupazione femminile;
  • reinternalizzazione di tutti i servizi e di tutto il personale educativo-scolastico e ausiliario esternalizzato;
  • riconoscimento del Sistema Integrato 06 come parte integrante del sistema di Istruzione nazionale.

 

Trasporto Pubblico Locale

  • un sistema di controllo efficace sull'attuazione degli obblighi di legge da parte delle aziende;
  • misure a sostegno dei lavoratori del TPL;
  • ritorno della gestione diretta all’ente pubblico, lasciando i privati che mirano a pubblicizzare le perdite e privatizzare i profitti;
  • un piano nazionale della mobilità.

 

Unione Sindacale di Base

 

24-11-2020