FONDO SIRIO SULL'ORLO DEL FALLIMENTO. SENZA SOLDI PUBBLICI LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE NON DECOLLA. USB P.I.: RIPARTIRE DALLO SVILUPPO DELLA PREVIDENZA SOCIALE PUBBLICA

In allegato il volantino

Nazionale -

(Comunicato stampa UILPA del 24.02.2014) “Nel passaggio alla Camera è stata cassata una disposizione contenuta nel “Milleproroghe” finalizzata a consentire la fase di avvio del Fondo Sirio…” Continua Attili: “La riforma del sistema pensionistico affida alla previdenza complementare il ruolo fondamentale di integrare le pensioni future che, dal 90-95 % dell’ultima retribuzione, caleranno al 45-50%. Privando i lavoratori dei Ministeri, delle Agenzie Fiscali, degli Enti Pubblici, delle Università, degli Enti di Ricerca della possibilità di costruirsi una pensione integrativa, di fatto vengono condannati ad una vecchiaia di indigenza e povertà.  Per risparmiare 250.000 euro si gettano le basi per un enorme problema sociale: 500.000 nuovi poveri.”

Queste le parole della UILPA alla notizia del mancato sblocco delle risorse pubbliche destinate all’avvio del Fondo Sirio. Sul sito della UILPA si ammette anche l’impossibilità di raggiungere la quota minima di 10.000 adesioni entro il 17 ottobre del 2014.



Un vero e proprio fallimento della previdenza complementare nel pubblico impiego, alla quale hanno contribuito in modo determinante la USB e i lavoratori del pubblico impiego che si sono impegnati contro lo scippo del TFR/TFS, com’era accaduto in precedenza nel lavoro privato,  denunciando i guasti del sistema contributivo introdotto con la Riforma delle pensioni del 1995.



La UILPA ammette che l’attuale sistema pensionistico produrrà pensioni da fame, ma la risposta è assolutamente inadeguata se ci si limita a chiedere risorse pubbliche per far funzionare la previdenza privata.



Oggi i  comunicati dei “gestori” sindacali della previdenza  complementare  sono   listati a  lutto, perché quella manciata di adesioni ottenute,  che non consente al Fondo Sirio di decollare,  sono il segno evidente del fallimento di chi non ha ancora capito che i lavoratori dopo anni di bassanini-brunetta-patroni griffi-cottarelli-camusso-angeletti-bonanni non sono più disposti a farsi incantare dalla musica dei pifferai  di professione.



USB continuerà a lottare con sempre maggiore forza per una pensione pubblica, universale e solidaristica, per salari e pensioni non da fame ma capaci di assicurare un presente ed un futuro dignitosi, per combattere il precariato, prima ragione della discontinuità contributiva. USB invita le lavoratrici e i lavoratori a scendere in piazza il 14 marzo, contro la spending review, per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, contro ogni attacco al mondo del lavoro pubblico e per riconquistare i servizi privatizzati o cancellati.