Cariche feriti e fermi non bloccano la protesta dei lavoratori della Gesip a Palermo

Da ieri sera scene di lotta di classe attraversano Palermo

Palermo -

Prima l’occupazione notturna della   Presidenza della Regione Siciliana da parte delle lavoratrici e dei   lavoratori della Social Trinacria, che in 3000 lavorano da anni nei vari uffici della regione percependo circa 700 euro al mese. Il rinvio senza data dell’incontro previsto con il Presidente Crocetta per discutere un percorso di stabilizzazione, bypassando quella che di fatto è una società d’intermediazione, ha fatto scattare la protesta cui si è aggiunta nelle prime ore della giornata la mobilitazione dei 1800 lavoratori della GESIP, società pubblica del Comune di Palermo che gestisce svariati servizi nella città, cimiteriali, manutenzione verde pubblico, ecc, che da settembre scorso sono stati posti in cassa integrazione a zero ore.

La CIG è scaduta a dicembre e da allora gli operatori sono senza lavoro e senza stipendio, con la minaccia del licenziamento fatta trapelare dal Comune di Palermo a causa delle gravi difficoltà economiche seguite ai tagli  ai finanziamenti decisi da tutte le spending review degli ultimi anni.

La polizia ha tentato di mettere uno stop alla protesta davanti a Palazzo dei Normanni sede della regione con pesanti cariche che hanno causato tre feriti e operando quattro fermi.

Stessa situazione davanti a Palazzo delle Aquile dove una parte dei lavoratori si era spostata per portare la protesta anche al sindaco Orlando; altre cariche.

 Questo pomeriggio da un incontro in Prefettura tra Orlando, il Prefetto e l’Assessore al Personale della ragione Siciliana, su saprà se i dipendenti della Gesip potranno godere della Cassa integrazione in deroga o  meno.

L’Unione Sindacale di Base sostiene con forza le ragioni di tutti questi lavoratori e lavoratrici  consapevole che non possono essere questi a pagare le conseguenze delle scelte dei tecnocrati di Bruxelles che stanno condannando alla disperazione milioni di persone in Europa.
 

Ci auguriamo che l’eco delle lotte di Palermo giunga alle orecchie dei 27 Capi di Governo riuniti in queste ore a discutere ancora di rigore e competitività!

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