AEROPORTO "MARCONI" DI BOLOGNA: CONTINUA L'ASSEDIO

I lavoratori pronti a riprendere il blocco se non si aprirà una vera trattativa

 

Bologna -

Gli oltre 100 lavoratori degli appalti aeroportuali di Bologna, che ieri in serata avevano occupato gli accessi all’aeroporto “Marconi”, hanno ripreso questa mattina un blocco a singhiozzo degli accessi allo scalo bolognese.

Il blocco è stato momentaneamente sospeso con l’arrivo sul posto del Direttore dell’ENAC di Bologna, Coraggio, che si è fatto mediatore per l’apertura del confronto con la SAB, Società Aeroportuale di Bologna. Le RdB-CUB hanno formalizzato la richiesta per un incontro in giornata con la Direzione generale della SAB, in cui hanno anticipato la necessità di riaprire un tavolo di trattativa concreto con le società di gestione (BAS e Marconi) e con la nuova ditta appaltatrice (Giacchieri).

 

La vicenda dell’Aeroporto Marconi coinvolge 174 lavoratori, ex dipendenti di un consorzio che li ha subappaltati ad una propria cooperativa (Gesticoop), messi in mobilità dopo che la SAB ed il consorzio hanno interrotto l’appalto per la gestione dei servizi a fronte di reciproche accuse.

 

Secondo le RdB-CUB, dietro questa rottura vi è da parte di entrambi i soggetti coinvolti la pretesa di mantenere la gestione dei servizi aeroportuali al di sotto dei costi contrattuali. Infatti, quando la SAB individua la ditta Giacchieri come nuovo appaltante, non vengono attivate le normali procedure di passaggio diretto del personale: i lavoratori vengono licenziati e messi in mobilità, la Giacchieri li assume contando sugli sgravi contributivi a cui non avrebbe avuto diritto nel caso di passaggio diretto, soddisfacendo così la richiesta di contenimento della spesa richiesta dall’Aeroporto.

 

Tutta questa operazione è stata avallata grazie alla firma di un accordo da parte di CGIL e CISL, che nonostante la loro quasi nulla rappresentatività fra i dipendenti Giacchieri (solo 10 iscritti su 174 lavoratori)  hanno sottoscritto l’assunzione immediata di sole 55 persone e con contratto part-time e di  7 part-time a tempo determinato, con l’impegno all’assunzione di altri 76 lavoratori in mobilità sempre  a tempo determinato. Così lavoratori che erano tutti a tempo indeterminato vengono in parte riassunti con contratti precari e part-time, mentre tutti gli altri vengono mandati a casa.

 

La protesta dei dipendenti in appalto rimasti senza lavoro giunge oggi al quarto giorno di mobilitazione, dopo scioperi, incontri in Prefettura e con la Giunta comunale da cui era emerso l’impegno a favorire la riapertura della trattativa per l’assunzione.

Ai lavoratori in lotta sono stati inoltre inviati messaggi intimidatori e insultanti da parte di delegati CGIL, mentre la stampa ha anticipato che verranno denunciati per manifestazione non autorizzata.

 

“Se la notizia delle denuncie verrà confermata si tratta di un fatto grave ed ingiustificato” dichiara Luigi Marinelli delle RdB-CUB di Bologna. “La protesta si è svolta in maniera pacifica, il blocco è arrivato dopo che scioperi regolari non hanno sortito alcun effetto ed accordi e normative di legge sono stati violati da enti ed aziende. Questa legalità, utilizzata per colpire i deboli, non è giustizia”.

 

“Le RdB-CUB chiedono la piena occupazione dei lavoratori in appalto, la modifica dell’accordo firmato con CGIL e CISL, e lo sblocco degli stipendi congelati. Se non ci sarà disponibilità ad una seria apertura del confronto la protesta dei lavori riprenderà immediatamente”, conclude Marinelli.