A chi vanno i soldi della PAC?

Nazionale -

La Politica Agricola Comune (PAC) movimenta 53 miliardi di euro l’anno, rappresentando così la fetta maggiore della spesa comunitaria. All’Italia finiscono 6,3 miliardi di euro destinati per l’80% alle aziende agricole e il 20 % ai piani di sviluppo rurale, gestiti dalle regioni.

Abbiamo ricevuto un lavoro di ricerca dell’Associazione Rurale Italiana e del Centro Internazionale Crocevia che hanno estrapolato da un documento ufficiale dell’Unione Europea le 50 aziende che in Italia hanno ricevuto nel 2018 il maggior numero di finanziamenti, un documento interessantissimo per capire gli enormi interessi che ci sono sull’agricoltura a livello di Unione Europea.

Andando a vedere tra i maggiori consorzi e gruppi economici italiani che ricevono fondi pubblici troviamo al primo posto la FINAF, associazione di industrie che riceve la bellezza di 28 milioni di euro, distribuiti a 14 associati per la maggior parte presenti in Emilia Romagna. Al secondo posto con contributi per quasi 23 milioni di euro c’è il Gruppoviva, con sede sempre in Romagna, al cui interno ci sono marchi affermati come Solarelli e Almaverde Bio. La famosa Melinda, cooperativa agricola, riceve oltre 16 milioni di euro, ma ci sono consorzi e cooperative agricole che rappresentano le varie produzioni dell’Italia agricola, dai produttori di pomodori, ai produttori di agrumi, dal Veneto alla Campania, dal Lazio alla Puglia e Calabria. Abbiamo qui l’elenco dei maggiori produttori dove l’ultimo dei 50, l’Agenzia Forestale dell’Umbria, riceve 1 milione e ottocentomila euro.

Tenuto conto che altre migliaia di aziende in Italia ricevono sovvenzioni pubbliche e sono decine i casi di sfruttamento e schiavismo denunciati dal nostro sindacato e spesso dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, con quale impegno e con quali fatti concreti il Tavolo intergovernativo di emersione dal caporalato sta operando per rendere sistemico il controllo ed il flusso dei finanziamenti pubblici?

Ed entro quanto tempo il governo italiano intende recepire, a prescindere dalla approvazione dentro la nuova PAC, la norma che prevede il rispetto dei contratti di lavoro per aziende beneficiarie di fondi pubblici, e quando deciderà di normare l’esclusione delle stesse dai finanziamenti nel momento in cui si evidenziassero violazioni del contratto agricolo nei riguardi dei lavoratori?

È ora che il lavoro ritorni totalmente nella regolarità, a maggior ragione quando a pagare parte di questo lavoro sono gli stessi contribuenti italiani.

Schiavi mai!

Rispetto integrale dei lavoratori agricoli!

USB Lavoro Agricolo

1-2-2021